Ginepro: purificare la propria via. Liberarsi dalle scorie ereditarie.

Il Ginepro adatta forma e dimensioni a seconda delle condizioni climatiche e ambientali in cui cresce: lo possiamo trovare come piccolo cespuglio appiattito o come figura piramidale alta anche 10 metri. Il Ginepro promuove la formazione di biogruppi, cioè gruppi di altre piante a cui offre protezione. Solo gli esemplari femminili producono le galbule (bacche), che impiegano un paio d’anni per maturare, così da rendere possibile su una stessa pianta la presenza simultanea di fiori, piccole bacche verdi e piene bacche mature. Il Ginepro sembra avere espresso, in varie culture, la sua vocazione propiziando dèi, respingendo nemici, proteggendo da influssi negativi. I suoi spazi erano considerati di confine, dimora di elfi e fate, nani e giganti, una porta verso l’altro mondo e un rifugio per le anime dei defunti. Le bacche erano usate per proteggere il fegato, reni, polmoni, stomaco e pelle. Il gin, contenendo anche bacche di Ginepro, era nato come febbrifugo per malattie tropicali, mentre le fumigazioni del legno, oltre che in veste mistico/propiziatoria, furono adottate anche per proteggersi da malattie come la peste.

Il messaggio del Ginepro: “da te sono fuoriusciti tutti gli ingombri che riempivano le tue tasche. Sono ninnoli inutili ora, e un sorriso di benevolenza ti porterà alla porta del mio petto”. Lo Spirito del Ginepro rappresenta l’archetipo di chi segue con forza e decisione la propria strada purificata dai condizionamenti ereditari, educativi e sociali. Il Ginepro ci favorisce nel sentirci protetti e sicuri nel nostro cammino, difendendolo dalle ingerenza altrui.

Lucilla Satanassi e Hubert Bosch ; dossier “Lo spirito degli alberi” L’ altra medicina numero 35 /2014